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INTERVENTO DELL'ADES PER DENUNCIARE
LO STRISCIONE INNEGGIANTE TITO E LE FOIBE


lo striscione dei tifosi livornesi Il 3 marzo 2002, durante la partita di calcio tra Livorno e Triestina valevole per il campionato di serie C1 girone A, la curva della tifoseria labronica espone uno striscione recante la scritta: Tito ce l'ha insegnato la foiba non è reato (nella foto). Nessun intervento delle forze dell'ordine. I tifosi triestini giunti in Toscana per sostenere i colori alabardati protestano per l'oltraggioso episodio. Alcuni di loro verranno manganellati e maltrattati per aver fatto presente il fatto alle forze dell'ordine.
Nei giorni seguenti partiranno denunce, querele e interrogazioni parlamentari. L'amministrazione della città di San Giusto chiederà chiarezza e che vengano condannati i colpevoli del deprovevole striscione. I maggiori organi di informazione dedicheranno spazio all'episodio.
L'ADES, come sempre, non rimarrà passiva al fatto.
Tra le tante iniziative riportiamo, qui di seguito, la lettera del presidente Pietro Luigi Crasti inviata, in data 12/3/2002 al Presidente della FIGC e al Presidente della Lega Nazionale serie C (con la relativa risposta della Procura federale della FIGC) e le denunce presso le autorità di competenza.

Protesta alla FIGC, pagina 1

Protesta alla FIGC, pagina 2

Ecco la risposta da parte del Procuratore Federale in data 18 Marzo 2002

Risposta della FIGC, pagina 1

Risposta della FIGC, pagina 2

Di seguito, la Denuncia del presidente Pietro Luigi Crasti inviata, presentata

 in data 29/3/2002 alla Stazione dei Carabinieri di Massa Lombarda

ATTO DI DENUNCIA

Il sottoscritto PIETRO LUIGI CRASTI, in nome proprio ed anche quale legale rappresentante dell’Associazione Culturale denominata A.D.ES., Associazione Amici e Discendenti degli Esuli Giuliani, Istriani, Fiumani e Dalmati, con sede a Trieste in via dei Giacinti 8 (C.A.P. 34135), presso la Fondazione Rustia-Traine, avente codice fiscale numero 90072100325, di cui all’ atto costitutivo allegato dd. 20/08/96 presso notaio dr Giorgio Pertegato da Pordenone con studio ivi in piazza E. Ellero dei Mille 2 e registrato in Pordenone il 23/08/96 al n. 3108 mod. 1, espone quanto segue:

-       l’A.D.ES. è associazione socio- culturale raggruppante i discendenti e gli amici degli esuli giuliano- dalmati, vittime della pulizia etnica slavo-comunista, scacciati dalle terre di Istria, Fiume e Dalmazia durante e dopo la seconda guerra mondiale.

-         Essa racchiude i giovani della seconda o della terza generazione dopo l’esodo, ovvero quelli nati in Italia da genitori che hanno abbandonate le proprie case, le proprie terre ed i propri averi sotto la barbara spinta degli slavi comunisti del maresciallo Tito. Molti degli associati hanno genitori ed avi infoibati nelle cavità carsiche dai partigiani slavo-comunisti.

-         Il sottoscritto personalmente ha subito in quell’epoca il vile assassino del nonno ANTONIO LUIGI CRASTICH in Orsera d’Istria, località Cerlenca, nell’aprile 1945.

-         Nel corso della partita di calcio Livorno- Triestina dd 03/03/02 e valevole per il campionato di calcio di serie C/1 la tifoseria labronica ha esposto per 90’ il seguente striscione (doc. 1) “TITO CE L’HA INSEGNATO: LA FOIBA NON È REATO”, con chiaro intento persecutorio della memoria dei morti innocenti, nostri padri.

Per tutti i motivi suesposti in narrativa, quindi, il sottoscritto con il presente atto sporge

DENUNCIA

avverso la persona o le persone che, in ragione delle fatti narrati, s’identifichino i responsabili dei fatti elencati e, qualora l’Autorità Giudiziaria competente territorialmente volesse riconoscere la perpetrazione di un reato del codice penale o di leggi speciali, quali a titolo meramente esemplificativo art. 3 legge n. 654/1975, art. 8 comma 1 e comma 2 legge 962/1967, legge 205/1993, salvo altri,  voglia procedere penalmente nei confronti di dette persone  affinché vengano condannate alle pene previste per legge, con riserva di costituzione di parte civile nell’instaurando procedimento;

CHIEDE

-che gli venga comunicata la richiesta di archiviazione ai sensi dell’art. 408 cpp al fine di poter esercitare la facoltà di cui all’art. 410 cpp;

-che venga informato su eventuali proroghe di indagini preliminari;

DICHIARA

di eleggere domicilio ai fini della presente procedura presso lo studio dell’avv. Giovanni Adami del foro di Udine in via Morpurgo 34 a Udine.

Con osservanza,

Massalombarda, lì

                                                                                                             Pietro Luigi Crasti 

Atto di denuncia, pagina 3

 

Cosa scrissero gli organi di informazione sul "caso Livorno-Triestina":
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