| Di seguito riportiamo la lettera recentemente inviata all'attuale Presidente della Federazione delle Associazioni degli Esuli Istriani, Fiumani, Dalmati Dr. Guido Brazzoduro in accompagnamento ed ulteriore integrazione della domanda (in data 15.2.2002) di adesione alla Federazione stessa da parte dell'ADES. |
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Egregio Dr.Brazzoduro, La presente per fornirLe maggiori informazioni ad integrazione della nostra domanda di adesione alla Federazione delle associazioni degli Esuli Istriani, Fiumani, Dalmati da Lei presieduta (che Le alleghiamo in originale alla presente consegnataLe lo scorso 16.2 a Verona dal nostro Presidente Onorario Avv. Gian Paolo Sardos Albertini) reiterando in tal modo la nostra richiesta già formulata in passato durante la presidenza Zigante nel 1996 ed in seguito a quella di De’ Vidovich. Mi dispiace non averLa ancora incontrata di persona, le difficoltà di frequentazione fra noi componenti della comunità giuliano-dalmata è d’altronde una delle conseguenze del tragico Esodo della nostra gente, che vede oggi posizionare le nostre residenze nelle più diverse località d’Italia e non solo. La stima che nutriamo nei confronti Suoi e di tutti i massimi esponenti del mondo associazionistico della diaspora giuliano-dalmata è rilevante, seppur non comprendiamo le ragioni di un eventuale ulteriori diniego che dovesse pervenire alla nostra nuova richiesta. Le ricordo che noi siamo i Vostri figli! Non solo in quanto figli morali, infatti la nostra carta statutaria segue fedelmente quegli scopi e finalità che sono i medesimi delle associazioni storiche degli Esuli fra cui - quella che Lei dirige, il Libero comune di Fiume - la A.N.V.G.D., l’Unione degli Istriani, il Libero Comune di Zara ed il Libero Comune di Pola, ma anche per il fatto che molti di noi - il sottoscritto incluso - hanno genitori Esuli dall’Istria, Fiume e Dalmazia. Alcune persone hanno dichiarato che accogliendo l’ADES nella Federazione si consentirebbe un ulteriore frammentazione del nostro mondo associazionistico ed invece é proprio "tenendoci fuori" che si favorisce la nascita di organismi associativi più o meno rilevanti, così come è successo in anni recenti; il nostro desiderio di sentirci parte integrante di una più vasta realtà associativa come quella della Federazione, permette invece sia il raccoglimento dei giovani in un'unica struttura associativa, che il rafforzamento contestuale della Federazione stessa per l’arrivo di un nuovo impegno che nuove risorse umane giovani sapranno certamente dare. E’ da tanto tempo che nei nostri ambienti si lamenta la scarsa presenza giovanile ed ora che appare in forma addirittura organizzata attraverso l’ADES, essa non viene accolta? Nell’anno della nostra costituzione sociale -20 agosto 1996 - alcuni potevano dubitare sulla serietà dei nostri propositi e soprattutto sul fatto che i nostri intendimenti fossero durati più a lungo dello “spazio di un mattino”; ma ad oggi, che sono trascorsi sei anni, durante i quali abbiamo realizzato iniziative in diverse città d’Italia, durante i quali abbiamo saputo far emergere una maggiore qualità ai nostri progetti a cui hanno collaborato personaggi riconosciuti esperti unanimemente dalla nostra comunità, durante i quali hanno aderito, apprezzando il nostro modo di operare, persone della cui presenza ci onoriamo - ultimo in ordine di tempo la Presidenza Onoraria del nostro sodalizio concessa e ben accolta del stimatissimo avvocato Gian Paolo Sardos Alberini, durante i quali abbiamo ottenuto un riconoscimento di fatto dalla regione Friuli - Venezia Giulia essendo l’ADES stata inserita fra le associazioni degli Esuli beneficiarie di contribuzione pubblica; dopo tutto ciò siamo certi che le riserve nei nostri confronti dovranno essere finalmente sciolte. Così come qualcuno poteva attribuirci erroneamente una certa militanza partitica, oggi viene smentito dal fatto che abbiamo sempre dichiarato pubblicamente - e fin dalla nostra costituzione - il nostro carattere apartitico (vedasi opuscolo informativo dell’ADES allegato, distribuito in migliaia di copie). La prego perciò, a nome di tutti i giovani riuniti nel nostro sodalizio, di prendere seriamente in considerazione la nostra domanda di adesione alla Federazione e di vagliarne attentamente la legittimità di cui è in possesso, così come la naturale opportunità di suo positivo accoglimento da parte degli organismi preposti della Federazione, anche considerando il fatto che finalmente sareste quegli importanti artefici di un grande ed irrinunciabile progetto: unire la Vostra generazione - quella dell’Esodo - a quella dei Vostri figli, assicurando quella continuità generazionale all’interno della comunità degli Esuli giuliano-dalmati, l’unica che potrà garantire un futuro alle istanze della nostra gente troppo spesso rimaste inascoltate ed avere così la speranza di vederLe un giorno realizzate. Mi consenta un abbraccio, con stima. Pietro Luigi Crasti
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