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CON L'ADES IN ISTRIA - IN ISTRIA WITH ADES

Claudio Marchesi
(Delegato provinciale A.D.ES. di Padova)

stemma dell'Istria italiana Il 29 agosto 1999 è stato un giorno importante nella pur breve storia associativa dell'ADES. Una trentina di soci e simpatizzanti hanno infatti partecipato alla festa cittadina del paese di Stridone, nei pressi di Buie d'Istria, organizzata dalla locale comunità degli Italiani. Tale avvenimento è stato l'occasione per iniziare a costruire un rapporto di fattiva collaborazione tra ADES e connazionali oggi residenti in Istria, Fiume e Dalmazia. Profondo convincimento della nostra associazione è che la rinascita dell'identità italiana delle terre d'oltreconfine necessiti del massimo sostegno agli italiani ancora lì residenti.

On august 29th, 1999, an important date in the short history of ADES, around thirty members and supporters gathered in Stridone, a town near Buie d’Istria, on occasion of a fête organised by the local Italian community. The event was an opportunity to lay the groundwork for the beginning of a positive co-operation between ADES and fellow country- people living in Istria, Fiume and Dalmatia. Our association’s firm belief is that the regeneration of the Italian identity of the territories across the border needs to be strongly supported by all the Italians who still live there.

Istriano e me ne vantoErano presenti all'incontro soci dell'ADES, giunti da Udine, Trieste, Grado, Monfalcone, Verona e Padova, mentre gli italiani d'Istria provenivano da Rovigno, Fiume, Buie, Pola, Capodistria e Umago. La discussione si è soprattutto incentrata sulle possibili iniziative concrete che l'ADES e la comunità degli italiani d'Istria, in particolare nella sua componente giovanile, possono sviluppare insieme per ricreare con la forza dei fatti quell'unità del popolo giuliano-dalmata che gli avvenimenti di cinquant'anni fa hanno spezzato. Punto di partenza del confronto è stato un "manifesto culturale" elaborato da alcuni giovani istriani che può dettare le linee guida dell'azione da svolgere sia al di qua che al di là del confine, da una parte per sensibilizzare l'opinione pubblica italiana sempre molto disattenta alle vicende giuliano-dalmate, e dall'altra per risvegliare e rafforzare l'identità degli italiani ancora residenti in quelle terre.

Members of ADES from Udine, Trieste, Grado, Monfalcone, Verona and Padova and Istrian Italians from Rovigo, Fiume, Buie, Pola, Capodistria and Umago met in Stridone on September 29th, 1999. The discussion focused on the possible practical initiatives that ADES and the Italian community of Istria, especially the young people, could undertake together in order to re-unite the julian-dalmatian people, whose unity had been severed by the events of fifty years ago. The starting point of the discussion was a "cultural manifesto" drawn up by a group of Istrian young people with guidelines for actions to be taken on both sides of the border to awaken Italian public opinion that up to now has shown very little interest in julian-dalmatian affairs, to arouse and strengthen the identity of the Italians still residing in those territories.

Al di là delle solite professioni di buoni propositi e di vivaci polemiche su temi storici o politici, l'incontro è servito soprattutto come primo approccio e contatto tra le due componenti giovanili della comunità giuliano-dalmata e per fissare degli obiettivi concreti e fattibili da raggiungere anche nel medio periodo; in particolare si è deciso di sviluppare la realizzazione di un sito internet e di un periodico gestito congiuntamente dall'ADES e da giovani residenti oltreconfine.

Without dwelling on the usual professions of good intentions and arguments over historical or political matters, the meeting aimed at creating co-operative relations between members of the julian-dalmatian community and fixing actual, positive goals to be attained in the medium term. It was also decided to create a web-site and a magazine managed jointly by ADES and young members residing across the border.

La giornata è poi proseguita con l'inizio dei festeggiamenti del patrono cittadino ed in particolare dell'esibizione di vari cori musicali e di suonatori di fisarmonica. Purtroppo un malaugurato acquazzone ha costretto i partecipanti ad anticipare il loro rientro in Italia, ma almeno il viaggio di ritorno è stato allietato dalle note dell'armonica di un simpatico istriano di Buie che ha eseguito varie melodie istriane e triestine oltre alla napoletana "Funiculì-funiculà".
Sicuramente, dunque, si è trattato di un incontro piacevole e fruttuoso e siamo convinti che l'idea di collaborare a un progetto comune contribuirà notevolmente a rinsaldare la comunità giuliano-dalmata nelle sue diverse componenti, certo che la volontà non ci manca e neanche una buona dose di audacia.

The day went on with the celebrations for the town’s patron saint, in which choirs and accordionists took part. Unfortunately, due to a sudden downpour, the participants were obliged to anticipate their return home. A charming Istrian from Buie, who played the harmonica, entertained the participants on the homeward journey with istrian and triestan music and the neapolitan "Funiculì-funiculà".
It was definitely a pleasant, positive meeting. We are sure that our resolution to work together on a common plan will help consolidate the julian-dalmatian community. We lack neither boldness nor will, and as the saying goes: Where’s there’s a will there’s a way.